Riepilogo
Si può essere soddisfatti di una partita persa di 21 punti?
È una domanda che, a prima vista, sembra paradossale. Eppure la risposta, dopo quanto visto in campo stasera, non può che essere sì. Perché il valore di una prestazione non si misura soltanto nel punteggio finale, ma soprattutto nel percorso che porta a quel risultato.
La gara sembrava compromessa già dopo appena 1 minuto e 14 secondi, al primo time-out con il tabellone che segnava un pesantissimo 0-9 e un atteggiamento passivo da parte delle nostre giocatrici. Il divario, invece di ridursi, è cresciuto ulteriormente, fino a un 18-43 all’intervallo che lasciava presagire una serata da dimenticare.
E invece, nel momento più buio, qualcosa si è acceso. Le parole di coach Nick, che durante l’intervallo in spogliatoio ha insistito su due concetti chiave, si sono rivelate improvvisamente concrete:
– Quando difendiamo “da subito” anche loro vanno in difficoltà
– Quando la palla “vola” arrivano canestri facili
Al rientro dagli spogliatoi la squadra ha sofferto ancora qualche minuto, toccando un distacco di oltre trenta punti. Ma è proprio in quel frangente che le ragazze hanno tirato fuori orgoglio e carattere, iniziando a rispondere colpo su colpo a un match diventato molto fisico.
Il leitmotiv della partita è finalmente cambiato in “correre”: correre in difesa per togliere ritmo e contropiedi alle avversarie; correre in attacco, facendo muovere il pallone con velocità, trovando così canestri più semplici.
Il risultato è stato evidente: il margine si è assottigliato rapidamente, fino ad arrivare a -18 con la partita si è chiusa sul -21. Ma con una differenza sostanziale: era adesso la squadra avversaria – terza in classifica – a mostrare difficoltà e nervosismo.
Ed è qui che nasce la vera domanda, quella più importante:
se siamo state in grado di giocare alla pari nei primi due quarti con la prima in classifica e di recuperare 15–20 punti negli ultimi due contro la terza in classifica, cosa potremmo ottenere se riuscissimo a mantenere questa intensità per 40 minuti interi?
La risposta sembra incoraggiante, perchè quando la squadra gioca “con testa” è una squadra che si diverte e che fa divertire anche il pubblico, fino a quel momento piuttosto sonnolente…
Quindi la crescita non si costruisce solo con le vittorie, ma anche con sconfitte come questa: dure nel punteggio, ma preziose nella consapevolezza.